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Facelife/mama mia, el diablo!

di Morris (25/05/2009 - 08:28)

Leggo via Alfonso questo articolo del Corriere su Facebook e sul numero sempre crescente di detrattori del social network attualmente più diffuso.

Darei sì, ragione, alla sua autrice, ma per ricordare che gli effetti poco graditi dei social network sono stati già sviscerati parecchi mesi fa, e quindi toccherebbe scrivere che, per l'ennesima volta, chi tratta le controindicazioni della rete dalle pagine seppur virtuali di un media tradizionale, riesce sempre ad arrivare dopo chi, quelle controindicazioni le aveva già intraviste dalle pagine della rete. Il web si pulisce da solo, come lo Sfornatutto.

Ci sarebbe da scrivere che Facebook non è una piazza virtuale ma una città virtuale in cui puoi metterti in mostra o inviare una mail senza aprire altri orpelli, ci sarebbe da scrivere che sui 30 amici sgraditi delle elementari potresti trovare proprio quello che ti avrebbe fatto piacere risentire, ci sarebbe da scrivere che, se i genitori si rivolgono preoccupati ad uno psicologo, io direi due cosine a loro, perché quando i miei si incazzavano per le troppe ore passate davanti alla tv o ai videogiochi, erano cz miei, altro che lettere allo psicologo, ci sarebbe da scrivere che essere amici di quelli che non ti sono amici è ciò che più o meno succede anche nella realtà, ci sarebbe da scrivere che se sei famoso e in 8000 ti chiedono l'amicizia non è colpa mia, e ci sarebbero da scrivere tante altre cose.

E invece, mi chiedo semplicemente come si possa parlare di social network basandosi sulle testimonianze dei VIP che, evidentemente, avranno problemi di privacy o, al contrario, di visibilità, ben diversi da quelli milioni di utenti qualsiasi.

alfonsofuggetta.org, corriere.it

update: dimenticavo.

Ci sarebbe anche da scrivere che se Facebook è l'apoteosi del fannullonismo, qualsiasi aggeggio sociale di internet è, per sua natura, una minimo fonte di fannullonismo, quindi sai che scoperta. Ci sarebbe da scrivere che se l'apoteosi del fannullonismo è questa, diciamo che mandare mail e sms alla radio o partecipare a giochini radiofonici durante l'orario di lavoro potrebbe essere già un buon inizio. Ci sarebbe anche da scrivere che, più delle critiche rivolte a Facebook da parte di giornalisti, scrittori, conduttori radiofonici, ecc, sarebbe interessante studiare quei giornalisti, quegli scrittori, quei conduttori radiofonici che del fancazzismo proprio e altrui hanno fatto una professione, per certi versi non molto rispettosa nei confronti di chi non fa sì, una mazza, ma con rendite decisamente inferiori.

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Schermo piatto/Medici miei

di Morris (04/09/2008 - 01:19)

L'altra sera ho visto quel telefilm con Enzo Iacchetti. Quello sui medici, esatto, bravi.

Mi era venuto in mente un post, uno di quei post che, con il senno di poi, decidi di non scrivere, un po' perchè argomentare di questo star system nostrano è cosa vecchia, e poi perchè farsi domande sulle capacità artistiche altrui, dai nostri tinelli cablati (citazione doverosa) è fin troppo facile, oltreché, secondo me, un tantiniello scorretto.

Insomma, per farla breve senza sminuire nessuno, mi limito a scrivere che, secondo me, Teo Teocoli è uno dei più grandi artisti contemporanei; uno che, quando non ce l'hai davanti,  realizzi che di artisti così completi e professionali, capaci di imitare, cantare, ballare, recitare e intrattenere, in Italia ce ne sono pochi. Spiace non vederlo spesso in televisione.

tgcom.mediaset.it

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Bar sport/post in chiaro

di Morris (31/08/2008 - 11:40)

Ieri sera, durante Criminal Intent, un promo trasmesso a tappeto ricordava che le due principali trasmissioni sportive Mediaset sarebbero passate da Italia 1 a Rete 4. L'accordo fra Lega Calcio e RAI raggiunto all'ultimo minuto, la buona fetta di abbonati messa da parte da SKY, il lancio di Mediaset Premium e, ultimo ma non ultimo, il passagio del calcio dalla seconda alla terza rete privata, sono dei segnali che avrebbero dovuto far drizzare qualche parabola all'appassionato di calcio.

E' successo quello che si pensava non sarebbe mai successo quando noi che abbiamo passato i trenta eravamo ancora ragazzini (eh già, figurati se un giorno): nessuno, a 'sto giro si sarebbe stracciato le vesti se non avessero trasmesso i gol; inoltre, se non sbaglio, non mi pare ci stata la fila tra le radio private, per cercare di acquisire i diritti per le radiocronache.

Forse il caro vecchio calciofilo, cos'ì com'è, senza neanche un decoder sotto il braccio o la minima prepagata in mano, non fa più paura a nessuno. Se ne faccia una ragione.

Ah. Ovviamente, da queste parti Mazzarri ci sta già simpatico.

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Errare humanum est, perseverare Mediolanum a ovest

di Morris (30/07/2008 - 00:53)

Negli ultimi fine settimana ho fatto qualche giro per Milano, così, per camminare, comprare cd e libri. Ora, io ve lo scrivo senza troppi inutili preamboli poetici, è vero, ma piano piano e sottovoce, prima di tutto perchè ognuno ha diritto ad andare in vacanza quando e dove gli pare, e poi perchè un po' di sano turismo straniero in terra italiana, comunque, non fa mai male: amici stranieri, vi voglio bene, il vostro interesse per l'italica arte è ammirevole e, soprattutto, denota un gusto per il bello e per l'altrui cultura che va oltre gli stereotipi e i luoghi comuni che spesso ci dividono.

Però Milano va vista ai cambi di stagione.

Colori vivaci, tramonti rossi, stagione teatrale aperta, il tran tran quotidiano, quel pizzico di autunno che fa molto più Milano della caldazza estiva, e soprattutto niente scarpinate con cartina in mano, infradito e camicia pezzata.
Quel pizzico di Milano in più che fa molto più Milano a ottobre e a marzo, che a luglio e agosto.

Poi non ditemi che non ve l'avevo detto.

Tag: milano,turisti,estate,diario

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Bar Sport/Calcio e motori

di Morris (25/05/2008 - 18:40)

dolori e dolori: direi che, da discreto ferrarista, posso anche archiviare mestamente questo GP di Montecarlo, una gara poco positiva sul fronte risultati, ma notevole dal punto di vista delle emozioni. Perso per perso, avrei preferito Kubica, ma anche Hamilton può andarmi bene. Ma sì, facciamolo sorridere, Ron Dennis.

Spenti i motori, resta un meraviglioso silenzio. Il silenzio della prima domenica senza il contorno - un certo contorno, perchè so ancora distinguere il risotto da altro - di urla, di scandali, di complotti, e di quella caciara della sera fatta di battute alla signorina sul fallo da dietro, di ma stai zitto, va!, di spettatori scherniti mentre si scaccolano, di opinioni di gente come me, e di fiumi di parole che, magari, uno potrebbe anche seguire con attenzione, se solo si capisse di cosa stiano parlando.

Tag: calcio,formula1,raikkonen,Hamilton,sport

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Bar sport/Amala/2

di Morris (18/05/2008 - 18:27)

L'inter ha vinto lo scudetto.
Per fortuna piove.
E speriamo che continui.
Sgrunt.

[Una bella grandinata? Un tornado su Milano? Un'onda anomala del Naviglio, toh, giusto dentro la cerchia delle mura spagnole? No, eh.]

Almeno, u Catania si savvàu.

Tag: inter,roma,calcio,campionato,catania,scudetto

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THE RHYTHM OF THE CITY/2

di Morris (10/03/2008 - 19:09)

A proposito del blog del Comune di Buccinasco, Zorapide mi fa notare che lì fuori c'è un mondo. A questo punto si scatena il giocogioco della caccia al blog comunale.

[Adesso, non so gli altri, però c'è da dire che il blog di Bucci offre ai cittadini la possibilità di scrivere i post, e non solo i commenti, e soprattutto è un blog ufficiale, perchè ci arrivi dalla home page del sito. Quindi, Zorapide, regolati di conseguenza. :)]

zorapide.wordpress.com, comune.buccinasco.mi.it

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THE RHYTHM OF THE CITY

di Morris (09/03/2008 - 16:02)

Non so come siano messi gli altri comuni, nel senso che forse potrei strombazzare al vento una novità che non è poi così novita, ma non mi pare di aver mai visto in giro per la blogosfera un blog comunale, cioè il blog istituzionale di un Comune, aperto ai contributi dei cittadini e di professionisti che prestano gratuitamente qualche momento del loro tempo per rispondere ai quesiti della popolazione.

Ecco, comunque, per sicurezza, quel blog c'è, ed è il blog del Comune di Buccinasco.

Per partecipare al blog bisogna iscriversi, fornire un cognome e una carta d'identità. Possono sembrare soluzioni piuttosto rigide, ma in realtà rappresentano la sottile linea rossa che separa la serietà on line dal quel misterioso proliferare, in altri siti della zona, di cittadini virtuali che sembrano più vicini ad uno strano caso di sdoppiamento di personalità che alla proiezione in rete di persone vere e proprie. :)

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Ho scritto squola sulla sabbia

di Morris (11/02/2008 - 14:04)

Insomma, pur essendo uno di quei pignoletti che, signore e signori, se dovete scrivere, scrivete con un minimo di decenza, non ne farei un dramma, nel senso che la conoscenza dell’italiano scritto e parlato è fondamentale per chi vive comunicando, ma diventa meno indispensabile per chi svolge altri mestieri. Meno indispensabile, attenzione, che non vuol dire inutile.

Ecco, quando non si deve necessariamente scrivere e parlare per vivere, la credibilità arriva da come si esegue il proprio lavoro, a prescindere dall’uso dell’apostrofo, del congiuntivo, del sinonimo e dell’utilizzo del vocabolo desueto. In questo caso, è il laureato di turno che dovrebbe capire l’importanza di adeguare le proprie capacità di comunicazione al livello di studio, per rafforzare la propria credibilità, per migliorare il proprio guardaroba linguistico, diciamo, e per renderlo credibile come le sue capacità professionali.

Se, nello specifico, si parla di formazione tecnica, per esperienza (universitaria) personale posso asserire che anni e anni di formule e dimostrazioni, deffèsudegggè e rocalcolatainef, non sono proprio il massimo per la salute del vocabolario, ecco perchè poi si rischia di mettere da parte la forma per dare spazio alla tanto studiata sostanza.

La lettura aiuta ma fino ad un certo punto; forse, sarebbe il caso di inserire nei programmi universitari, fino alla laurea, qualche materia riguardante l'italiano e la cultura generale.

Quindi, o decidiamo che per il professionista, il tecnico, il laureato, non conoscere l'italiano è un dramma, e allora si agisce di conseguenza, oppure continuiamo così, a ridacchiare per la lettera dello stimato professionista, bravo, sì, ma che scrive come un naufrago disperato al limite delle proprie capacità di sopravvivenza.

repubblica.it

Tag: scuola,giovani,diario,istruzione,italiano

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Bon...

di Morris (28/10/2007 - 19:35)

... ricominciamo.

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