Errare humanum est, perseverare Mediolanum a ovest
Negli ultimi fine settimana ho fatto qualche giro per Milano, così, per camminare, comprare cd e libri. Ora, io ve lo scrivo senza troppi inutili preamboli poetici, è vero, ma piano piano e sottovoce, prima di tutto perchè ognuno ha diritto ad andare in vacanza quando e dove gli pare, e poi perchè un po' di sano turismo straniero in terra italiana, comunque, non fa mai male: amici stranieri, vi voglio bene, il vostro interesse per l'italica arte è ammirevole e, soprattutto, denota un gusto per il bello e per l'altrui cultura che va oltre gli stereotipi e i luoghi comuni che spesso ci dividono.
Però Milano va vista ai cambi di stagione.
Colori vivaci, tramonti rossi, stagione teatrale aperta, il tran tran quotidiano, quel pizzico di autunno che fa molto più Milano della caldazza estiva, e soprattutto niente scarpinate con cartina in mano, infradito e camicia pezzata.
Quel pizzico di Milano in più che fa molto più Milano a ottobre e a marzo, che a luglio e agosto.
Poi non ditemi che non ve l'avevo detto.




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